Spedizione gratuita sopra i 30 €
Spedizione gratuita sopra i 30 €
Carrello 0
Incroci n. 44 - versione digitale

Incroci n. 44 - versione digitale

n. 44 (luglio-dicembre 2021)

Erranza ed errore: una sola radice per due parole, una sola medaglia con due facce? Oppure l’una è una causa e l’altra un effetto? E, in tal caso, quale sarebbe il primum movens che determinerebbe lo sviluppo ‘karmico’ della relazione? Oppure si tratta di una delle tante forme di quel modello di pensiero duale così tipico del nostro Occidente? O c’è altro ancora?

Senza l’ambizione di fissare risposte stabili e durature a tali interrogativi, questo numero di «incroci» si incarica di cercare e sondare multiprospetticamente la non casuale parentela etimologica tra i due poli della coppia, a partire da qualche considerazione, frutto di una concezione umanistica della vita che questa nostra postmodernità mette sempre più evidentemente a rischio, ma che desideriamo puntellare prima e aggiornare poi. Premesso che, a causa della sua natura, l’errore viene spesso sottoposto all’intervento del senso di colpa, che ne fa un ‘peccato’ al fine di bonificarlo, esso, proprio a causa della sua natura, può effettivamente essere percepito come tale solo a posteriori. Se adeguatamente riconosciuto e non filtrato moralisticamente, esso può, però, trasformarsi in una preziosa opportunità conoscitiva, in grado di far risparmiare parecchi giri a vuoto nell’erranza tipica della mente umana, soprattutto se la memoria storica (individuale e collettiva) interviene a trasmettere l’esperienza, generazione dopo generazione. Ma proprio questa memoria (che è poi tutt’uno col concetto di civiltà) ci ricorda che troppe volte alle intelligenze più visionarie che hanno saputo sognare approdi d’utopia è stata riservata la sorte di Mosè, che dopo lunga erranza non poté entrare nell’agognata Terra promessa; e, di contro e molto più frequentemente, a coloro che hanno saputo prevedere gli errori, riconoscendo con largo anticipo gli esiti distopici che si annidavano nei processi in corso, è toccato il destino di Cassandra, che non fu creduta nemmeno dai suoi familiari.

" async>