Mauro Iacoviello
Blocchi erranti
Blocchi erranti
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Verosimile racconto sui blocchi “megalitici” in calcarenite di Canosa, frammenti per un processo di rigenerazione urbana e territoriale
Il blocco errante è il protagonista silenzioso di questo racconto. È un blocco di calcarenite dalle dimensioni inattese, un oggetto fuori scala rispetto alla percezione e alle consuetudini costruttive della città contemporanea, che rimanda immediatamente al tempo antico della fondazione. La sua presenza è percepibile nei siti dell’archeologia urbana, nelle strutture murarie della città storica, nei luoghi marginali e incompiuti, nei retri, nei muri di confine, negli spazi interclusi e, dispersa, nelle aree del periurbano. Qui il blocco errante riemerge come una forma silenziosa, priva di funzione apparente ma carica di memoria. È un frammento che resiste alla dissoluzione del senso, un resto che non si lascia assimilare e che, proprio per questo, continua a interrogare lo spazio che lo circonda.
Il blocco errante non appartiene più all’ordine che lo ha generato, ma non appartiene ancora a quello presente. Si colloca in una condizione di sospensione, tra rovina e fondazione, tra residuo e possibilità.
Estratto, posato, spostato, riutilizzato, dimenticato, esso attraversa i secoli come frammento di un dialogo ininterrotto tra la pietra e l’uomo. La sua erranza non è disordine, ma forma di conoscenza, è la traccia visibile di una continuità materiale e simbolica che unisce la città antica alla città possibile.
Seguendo il viaggio dei blocchi di calcarenite di Canosa – dal masso affiorante alle opere della città ellenistica, dai riusi paleocristiani agli edifici della città moderna, fino ai margini della città contemporanea, dove il costruito torna a confrontarsi con la campagna – il testo costruisce un verosimile racconto della lunga durata del blocco megalitico nel paesaggio. Ogni capitolo esplora un tempo e un luogo della pietra, la sua origine geologica, la sua trasformazione in architettura, la sua sopravvivenza nella rovina, fino alla sua riemersione come principio attivo del progetto.
I blocchi erranti delineano così un paradigma territoriale fondato sulla continuità tra materia, memoria e trasformazione. La rigenerazione non è qui una semplice formula urbanistica, ma un atto di restituzione, un modo per riconoscere nella pietra errante la memoria collettiva della comunità e, al tempo stesso, la sua possibilità di futuro.
Al tempo stesso, il libro si offre come guida di lettura e di attraversamento degli spazi della città e del paesaggio che la circonda, uno strumento per orientarsi tra le tracce visibili e invisibili della calcarenite nel territorio di Canosa e per invitare e accompagnare il lettore a prendere parte a un processo di rigenerazione fondato sulla continuità tra storia, paesaggio e comunità.
Perché il blocco, qui, non è solo ciò che resta. È ciò che orienta, ciò che sposta, ciò che – silenziosamente – continua a insegnare come si costruisce una città, quando la si guarda non come oggetto finito, ma come eredità in trasformazione.
ISBN: 9788867178056
Anno di pubblicazione: 2026
Pagine: 172
Illustrazioni: b/n
Formato: 11x19, brossura con alette
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