La costruzione del Teatro Petruzzelli

L’esigenza di costruire un nuovo teatro era sentita già da tempo. La popolazione era cresciuta di molto nel capoluogo e il teatro Piccinni non poteva contenere tutti gli spettatori che desideravano assistere agli spettacoli. Erano sorti qua e là capannoni e strutture precarie che non erano molto decorose.  L’amministrazione comunale, allora, già a maggio del 1877 aveva deliberato di assegnare un suolo e un premio a chi avesse presentato il progetto e costruito in un anno il teatro, riservando al Comune il diritto di un palco o di posti speciali. Dopo diverse proposte vinsero l’appalto i fratelli Petruzzelli, commercianti di tessuti, con un progetto affidato al cognato, che era stato ingegnere capo al comune con il nome di Cicciomessere poi mutato in Messeni. I due commercianti, nuovi mecenati in una città in forte crescita demografica e sociale, spesero 990.000 lire, cifra enorme per l’epoca, realizzando un teatro inferiore solo alla Scala di Milano e al San Carlo di Napoli, ma primo in Europa tra i teatri realizzati da privati. Fu terminato in pochi anni con l’intervento delle maestranze della Terra di Bari, decorato dal pittore Raffaele Armenise e dallo scultore Duretti, autore delle statue che abbelliscono il vestibolo e la facciata.  

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