Gli imprenditori dell'olio

Pierre Ravanàs, italianizzato Pietro Ràvanas, fu un imprenditore francese che rivoluzionò nella prima metà dell’Ottocento la coltivazione dell’ulivo e la produzione dell’olio nella Terra di Bari.Nato in Francia ad Aix en Provence in una famiglia d’imprenditori che si curava della produzione e della vendita dell’olio volle portare in Puglia e nel Regno delle Due Sicilie nuove tecniche. L’olio della Provenza infatti era rinomato per la sua qualità. In quella regione della Francia si erano introdotte delle tecniche nuove per la coltivazione e la raccolta dell’ulivo: i frutti erano raccolti dalla pianta quando non erano maturati completamente, separati dalle foglie e macinati in tempi brevi. Nel sud d’Italia le olive erano raccolte da terra e insieme alle foglie macinate, senza prestare attenzione ai tempi, per cui, conservate nelle vasche, le olive fermentavano.I Ravanas volevano espandere il bacino di produzione dell’olio. La terra di Bari era da tempo riconosciuta quale terra di coltivazione dell’ulivo, soprattutto nella zona di Bitonto. Ravanas riuscì ad ottenere dal re l’approvazione del brevetto per due nuovi macchinari, già diffusi in Provenza: la mola a doppia macina e la pressa idraulica. Con l’introduzione delle nuove tecniche di coltivazione e produzione la Terra di Bari tornò al centro del commercio dell’olio di oliva.

Felice Garibaldi, fratello minore di Giuseppe, seguendo le orme del Ravanas venne in Puglia nel 1835 come dipendente della compagnia “Avigdor Ainé et Fils” per negoziare l’acquisto di olio.  Nel 1851 comprò un oleificio a Bitonto e divenne produttore dell’olio pugliese che esportava in altri paesi europei. Quando il fratello si distinse nella lotta per l’Unità d’Italia fu posto sotto stretta sorveglianza dalla polizia borbonica. Ammalatosi ancora giovane nel 1851 tornò a Nizza dove morì poco tempo dopo. Con la somma che ereditò dal fratello Giuseppe Garibaldi comprò la sua dimora a Caprera.

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