Il teatro Margherita è un edificio unico in Europa. La sua originalità sta nell’essere stato costruito a palafitta. I fratelli Petruzzelli avevano siglato un accordo con il Comune di Bari per cui non poteva essere data la concessione per la costruzione di un altro teatro nella città. La società Orfeo, che voleva realizzare un teatro di varietà, trovò allora uno stratagemma: l’edificio del nuovo politeama sorse sul mare e fino alla realizzazione del lungomare, un pontile lo collegava alla terraferma. Solo commento a foto?
Molti, tra cui Armando Perotti avevano contrastato la costruzione del teatro che andava a chiudere la vista del mare, così come anni prima era stata contrastata la costruzione della Camera di Commercio.
Il teatro Margherita fu inaugurato con il nome Kursaal Margherita il 22 agosto 1914 con uno spettacolo che comprendeva numeri di varietà e di cafè chantant. In stile Liberty, fu progettato da Francesco De Giglio e costruito tra il 1912 e il 1914, con la collaborazione di Luigi Santarella, che adoperò nella costruzione per la prima volta a Bari il cemento armato. L’edificio, simbolo dell’Art Nouveau, è a pianta rettangolare. Un po’ elegante, un po’ frivolo, fa bella mostra di sé, facendo da sfondo a corso Vittorio Emanuele. Nella facciata attira l’attenzione un’ampia vetrata ad arco limitata da due torri che terminano con due pinnacoli. In mezzo ad esse s’intravede la cupola che termina con un fregio elegante che sembra una corona. Sul cornicione in alto un tempo vi era un gruppo di tre statue , che fu eliminato perché danneggiato durante la seconda guerra mondiale. sia dal bombardamento del 2 dicembre 1943, sia dalle schegge dell’esplosione della nave Henderson il 9 aprile 1945. L’ampio salone all’interno è coperto da una cupola decorata con stucchi e dipinti realizzati da una famiglia di decoratori, i Colonna, autori di molte opere nella città.
Alla fine degli anni Venti fu aggiunto un solaio sotto il teatro per creare gli spazi per ospitare il Circolo della vela.
Per molti anni, fino al termine della seconda guerra mondiale, nei saloni del Margherita ebbe sede il Museo Storico, situato ora nella città vecchia. Con l’avvento del cinematografo, agli spettacoli di varietà furono alternate proiezioni cinematografiche, anche di propaganda fascista.
Quando nel 1943 le truppe angloamericane si stanziarono a Bari nel Teatro Margherita, rinominato Garrison Theatre, si svolgevano spettacoli per l’intrattenimento delle truppe. Al termine della guerra fu riconsegnato alla Società Orfeo, che lo ristrutturò e lo destinò esclusivamente a cinema. Nel 1979 ritornò proprietà del Demanio. Oggi è uno spazio dedicato alle arti performative, aperto alla città e diventerà Polo delle Arti Contemporanee insieme alla Sala Murat e all’ex Mercato del Pesce e a Palazzo Starita.