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La Grotta dei Cervi a Porto Badisco

Fu un gruppo di speleologi, del Gruppo Speleologico Salentino “Pasquale De Lorentiis” di Maglie, Severino Albertini, Enzo Evangelisti, Isidoro Mattioli, Remo Mazzotta, Daniele Rizzo, ai quali si associarono Nunzio Pacella e Pino Salamina, anche loro dello stesso Gruppo speleologico, che tra il l’1, il 3 e l’8 febbraio 1970 vi entrarono la prima volta.
Si calarono nelle fenditure della terra, della roccia, e videro…

La grotta dei Cervi

La storia della scoperta della Grotta dei Cervi a Porto Badisco, Otranto, un vero labirinto che si sviluppa per centinaia di metri con corridoi, sale, cunicoli, pozzi. Un luogo che può considerarsi come un santuario della tarda età della pietra: la presenza di centinaia di figure dipinte sulle pareti delle tenebrose gallerie e l’esistenza di altre particolari testimoniano della frequentazione umana di quel luogo non sembrano lasciare dubbi sul carattere sacrale della caverna.
Una scoperta che ha aperto nuove prospettive all’interpretazione del fenomeno arte, non soltanto nell’ambito strettamente cronologico-culturale della civiltà della tarda preistoria mediterranea in cui il monumento pittorico salentino si colloca, ma in una dimensione assai più ampia che trascende l’interesse puramente archeologico del ritrovamento, sia pure in se stesso di rilevante importanza.

La Grotta dei Cervi

La Grotta dei Cervi, infatti, fu un santuario di richiamo internazionale per tutto il Neolitico e l’età dei Metalli: qui veniva venerata la Dea Madre, potente signora della Morte ma anche portatrice di vita, di rinascita e rigenerazione per piante, uomini e animali: lo suggeriscono le pitture, i segni realizzati con varie tecniche sui recipienti ceramici (l’albero della vita, la farfalla, le spirali, le corna di toro), gli attrezzi cerimoniali (i rhyta, le pintadere) presenti, nella Grotta, in grande quantità.

Il fotografo Leonello Bertolucci ha avuto la possibilità di visitarla e fotografarla, pubblicando successivamente il suo reportage in un volume editore da Mario Adda “Porto Badisco. La grotta dei cervi

Leonello Bertolucci
 
«…ho avuto la possibilità di calarmi nei meandri di Madre Terra per fotografare quell’incredibile galleria d’arte chiamata Grotta dei Cervi. Guidato da esperti speleologi, camminando talvolta a quattro zampe per lunghi tratti nel fango attraverso cunicoli bassi e stretti, trascinando lo zaino con la mia attrezzatura fotografica, ho vissuto per qualche ora in un mondo parallelo, sospeso nel tempo, buio e silenzioso, dove però – irrazionalmente – ho percepito la calda presenza di chi vi lasciò le sue tracce. Le fotografie che vedete in questo libro non sono esaustive rispetto alla enorme quantità di pittogrammi presenti nella grotta, e anche la loro successione è svincolata da criteri di documentazione: sono il risultato di un mio personale percorso da “bambino curioso” che guarda qua e là fissando le sue visioni in un rettangolo. Si tratta tuttavia, in generale, dei pittogrammi più rappresentativi, più complessi e – oserei dire – più “artistici”. Alla loro vista ne sono rimasto totalmente folgorato, e spero che questo libro contribuisca, umilmente, alla loro divulgazione».
 
La Grotta dei Cervi resta chiusa al pubblico per preservarne, necessariamente, il fragile equilibrio che ha permesso fino ad oggi la sua conservazione: ogni variazione interna di microclima e presenza batterica rappresenta una seria minaccia.
 
Questo volume è dunque un’occasione per scoprirla, conoscerla e osservarla attraverso le foto risultato di un personale percorso dell’autore, non esaustivo rispetto alla enorme quantità di pittogrammi presenti nella grotta, ma una grande opportunità di conoscenza, assieme alle testimonianze scritte di personalità che di qual luogo ne hanno fatto ricerche e materia di studio, come Andrea Indellicati, Maurizio Nocera e Nini Ciccarese.

La Grotta dei Cervi | Mario Adda Editore
 
 

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