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: Nel Medioevo, e ben prima che la proclamazione del primo Giubileo della storia prendesse atto della vitalità e dei fermenti allinterno del popolo dei fedeli, Puglia e Basilicata sono già da tempo lombelico delluniverso euromediterraneo del pellegrinaggio, con una centralità che come è stato giustamente rilevato non è semplicemente una questione geografica. Le pagine di questo volume partono dalla strada, dal cammino che si snoda lungo le vie antiche (che sono anche strade di oggi) rivelando i segni (mai perduti) del passaggio e della sosta degli uomini. Scorrono sotto i nostri occhi i luoghi sacri, considerati tali sia a livello naturale e geofisico, che oggettuale e simbolico, tasselli minuscoli di una più vasta mappa sacra dalla quale la lente dingrandimento fa emergere la Puglia e la Basilicata, non solo per sottolinearne la funzione di ponte geografico idealmente proteso verso i luoghi santi dOltremare, di terra di passaggio per cultura e vocazione ad uso degli innumerevoli pellegrini in viaggio tra Santiago, Roma e Gerusalemme, ma anche per rivalutarne il ruolo importantissimo di meta finale, consacrato dalla presenza dei culti nei confronti di san Michele e san Nicola, santi di portata universale inseriti a pieno titolo nella geografia del sacro. Le vie del Giubileo sono quelle della memoria storica, e lAnno Santo finisce per essere solo lo spunto per raccontare una storia molto più antica nella quale i santi ritrovati, le grandi e piccole reliquie, le apparizioni miracolose, le immagini venerate, e quindi le cattedrali, le abbazie, i grandi ed i piccoli santuari, i luoghi e gli oggetti in cui si rispecchia il divino, oggi costituiscono in unottica culturale e civile limmagine più autentica della nostra identità e della nostra memoria. |
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